Wittgenstein e la tribù: paranoie identitarie e il bello del relativismo

L’etica del relativismo, il fumoso salotto radical chic sotto assedio, la parmigiana multiculturale e la macedonia delle forme di vita, Pera e Ferrara crociati contro la decadenza culturale che ci perderà tutti.

Yue Minjun, untitled, 2005

Yue Minjun, untitled, 2005

di Cesare Del Frate

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I social network, fra protesi della volontà e bisboccia eterea

La sagra dell’epitaffio intercambiabile, le caverne telematiche, un carnevale serissimo in cui tutti sono confusamente invitati speciali.

Twitter dunks, Daniel Reeves

Twitter dunks, Daniel Reeves

di Simon Francesco Di Rupo

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A cena con Nagarjuna

Nagarjuna, davanti a un piatto di funghi, sfotte il discepolo che gli dà del postmoderno, naturalmente per condurlo verso la saggezza del nulla.

scritto da Antonio Vigilante

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Il corpo come progetto

Protesi di silicone che ballano la rumba, Baudrillard impazzito di fronte al Disney World, la tua compagna orripilata dalle zampe di gallina, la biopolitica ai tempi della chirurgia estetica.

Daniela Edburg, Dead by saran wrap, 2006

Daniela Edburg, Dead by saran wrap, 2006

Piercing, tatuaggi, chirurgia estetica: il corpo è oggi malleabile come mai prima. Ma qual’è il significato di tali trasformazioni del sé, dell’immagine e del sentimento dell’io?

Secondo i sociologi, siamo entrati nell’epoca del “corpo come progetto”. Mike Featherstone e Brian Turner, fra gli altri, rivendicano la libertà espressiva del reinventare l’identità e la sua carne: finalmente possiamo mostrare i nostri desideri, ambizioni, aspirazioni in modo visibile e percepibile a colpo d’occhio da chi ci osserva.

Così capovolgendo una tradizione millenaria che vede nella fisicità un ostacolo: da Platone che condannava il corpo come “prigione dell’anima” fino a Cartesio e alla sua distinzione, netta e manichea, fra res cogitans e res extensa, tutto a favore della seconda, cioè di una razionalità, e di un’anima, ben scisse e superiori alla mera carne. Oggi le nostre anime non appertengono più al mondo sublime dello spirito, ma all’incarnazione mondana di una materia scrutata e progettabile. Read the rest of this entry »