Constance de Theis

Constance de Theis

Quanto è lontano

dalle ordinarie banalità della vita

questo ardente struggimento dell’anima

Solo un’anima sublime poteva scrivere pagine così profonde e sensuali. Constance De Salm ha infuso nel romanzo epistolare 24 ore di una donna sensibile (Neri Pozza, Vicenza, 2008) le angosce e le speranze di un’anima innamorata e irrimediabilmente sofferente con una virtuosità impareggiabile.

L’autrice è nata in Francia nel 1767, ma ciò che descrive è senza tempo, poiché il libro tratta d’amore. Un amore passionale e profondo, così forte da sconvolgere i sensi e la normale attività fisica del corpo, come solo un sentimento ardente e funesto può fare: “Il rumore dello sportello, quando si è chiuso, mi ha fatta quasi svenire; e quello delle ruote, quando siete partiti, mi ha provocato un lungo e doloroso gemito. Mi sembrava che con loro se ne andasse la mia vita, che passassero sul mio cuore. Le forze mi hanno abbandonata quasi del tutto: ho sentito i rumori affievolirsi sempre di più; quando poi anche l’ultimo brusio si è disperso nell’aria, ho creduto che la mia vita fosse finita, e così, moribonda, mi sono lasciata cadere su una sedia.”

La protagonista, Madame de ***, ha una relazione segreta con il Principe di ***, ma a causa di alcuni fraintendimenti è convinta che lui la stia tradendo per un matrimonio di convenienza.

Distrutta dall’angoscia che questo pensiero le desta, scrive una serie di lettere nell’arco di 24 ore che devono essere recapitate a casa dell’amato.

Quelle descritte sono ore di attesa incredibile, perniciosa, straziante, ma anche dolce e incantevole perché accompagnata dalle speranze che qualsiasi anima innamorata prova.

Constance Marie de Théis, principessa de Salm Reifferscheid-Dyck, definita dai suoi illustri contemporanei (Alexandre Dumas, Paul-Louis Courier, La Fayette e Alexander von Humboldt) “La Musa della Ragione”, ha attribuito questa qualità anche alla sua protagonista così da non metterle in bocca parole sdolcinate e tendenti ad un romanticismo scadente e banale, ma frasi profonde e intelligenti che non annoiano il lettore per un solo istante.

In queste pagine si trovano considerazioni di vario genere: sulla vita, sull’amore, sulla fedeltà… che non hanno nulla da invidiare ad alcun famoso pensatore ed in più hanno il merito d’essere scritte divinamente.

“Ahimè, che cos’è questa vita che ci sfugge attimo dopo attimo e che noi, senza curarcene, riempiamo d’amarezza? Un supplizio, per chi soffre; un delirio, per chi è felice; ma è pur sempre vita, vita che disperdiamo, che consumiamo, che non ritornerà e che si porterà via tutto; tutto, anche l’amore! E persino noi, amore mio! Verrà un giorno – ci crederesti mai? – verrà un giorno in cui le nostre anime smetteranno di intendersi e di confondersi l’una nell’altra, un giorno in cui la nostra cenere fredda sarà tutto quel che resta del fuoco che oggi ci divora. Godiamo almeno, in questo breve passaggio, di tutto ciò che l’amore ha di più puro e ardente”.

Povera anima innamorata e sofferente! Non si può non compatire il suo stato dolente.

Riusciranno, quindi, queste lettere infuocate di passione a raggiungere il cuore del destinatario? O tanto sentimento è destinato a perire con la persona che lo prova?

Sta a voi scoprirlo.

Debora Da Dalt


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