filosofia popolare
L’ordalia di Berlusconi
20 feb
Prove del fuoco barbariche, Fabrizio Corona crocifisso, la soppressione della facoltà di giudizio, il cortocircuito leader carismatico/potere mediatico/acclamazione popolare.
di Cesare Del Frate
Le ordinanze pazze e la privatizzazione della città
4 feb
Tolleranza zero contro lo spray da festa, Carnevali apocalittici con folli che ti inseguono armati di estintore, la guerra ai poveri, il kebab di Al-Qaeda, la convivialità democratica.
di Cesare Del Frate Continua >
I social network, fra protesi della volontà e bisboccia eterea
29 gen
La sagra dell’epitaffio intercambiabile, le caverne telematiche, un carnevale serissimo in cui tutti sono confusamente invitati speciali.

Twitter dunks, Daniel Reeves
di Simon Francesco Di Rupo
Il corpo come progetto
27 gen
Protesi di silicone che ballano la rumba, Baudrillard impazzito di fronte al Disney World, la tua compagna orripilata dalle zampe di gallina, la biopolitica ai tempi della chirurgia estetica.
Piercing, tatuaggi, chirurgia estetica: il corpo è oggi malleabile come mai prima. Ma qual’è il significato di tali trasformazioni del sé, dell’immagine e del sentimento dell’io?
Secondo i sociologi, siamo entrati nell’epoca del “corpo come progetto”. Mike Featherstone e Brian Turner, fra gli altri, rivendicano la libertà espressiva del reinventare l’identità e la sua carne: finalmente possiamo mostrare i nostri desideri, ambizioni, aspirazioni in modo visibile e percepibile a colpo d’occhio da chi ci osserva.
Così capovolgendo una tradizione millenaria che vede nella fisicità un ostacolo: da Platone che condannava il corpo come “prigione dell’anima” fino a Cartesio e alla sua distinzione, netta e manichea, fra res cogitans e res extensa, tutto a favore della seconda, cioè di una razionalità, e di un’anima, ben scisse e superiori alla mera carne. Oggi le nostre anime non appertengono più al mondo sublime dello spirito, ma all’incarnazione mondana di una materia scrutata e progettabile. Continua >



