sessualità

Spezzare il soffitto di vetro: le pari opportunità oggi

L’ormone antifemminista, le schiave grate, il rettore che discrimina le docenti: le pari opportunità oggi.


di Daniela Falcinelli

Nel gennaio del 2005 fecero scalpore le dichiarazioni fatte da Larry Summers, allora rettore di Harvard e attuale consigliere economico del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sulle motivazioni della difficoltà di carriera per le donne nella scienza. Il suo discorso di apertura alla conferenza Diversifying the Science & Engineering Work–force suscitò come reazione migliaia di articoli e forti contestazioni, fino a costringerlo alle dimissioni. Le scuse, che replicò pubblicamente in diverse occasioni, e i cinquanta milioni di dollari stanziati per assumere e promuovere all’Università Harvard docenti donne o appartenenti alle minoranze, non bastarono a placare gli aspri dissensi generati dalle sue parole.

Ma cosa disse di così offensivo il rettore? Affermò che la principale barriera nelle professioni scientifiche e in quelle di potere è imputabile alle donne stesse, non disponibili a quell’esclusiva e totalizzante dedizione al lavoro che certe carriere richiedono. Non solo: le abilità necessarie allo svolgimento di lavori ad alto contenuto scientifico e tecnologico non sarebbero compatibili con le capacità femminili, meno portate all’eccellenza. Solo alla fine il rettore si ricordò di menzionare che anche la discriminazione e la socializzazione primaria potrebbero creare degli svantaggi. Continua >

Donne non si nasce

Lo si diventa. Così scrisse a metà del XX secolo Simone de Beauvoir, anticipando la riflessione contemporanea sull’identità di genere.

Simon de Beauvoir

di Alessandra Tanesini

Con questa frase, Simone de Beauvoir volle indicare che essere donna non è una questione puramente biologica fissata già alla nascita, né è un destino inevitabile. Più recentemente, ma in uno spirito che per certi versi non è dissimile dai sentimenti espressi da de Beauvoir, Judith Butler ha dichiarato che credere nelle identità “politiche”, tra cui si include quella femminile, è un errore, anche se è politicamente necessario.

La posizione di Butler può sembrare sorprendente. È difficile capire come possa essere un errore pensare che essere donna, o essere gay, non sia un’identità che cattura aspetti centrali degli individui. Per questo, la posizione di Butler e di altri proponenti del movimento cosiddetto queer è sembrata a molti negare alcuni fatti cruciali e ovvi dell’esperienza degli esseri umani. Eppure lo scetticismo a proposito delle identità non è senza motivazioni. Movimenti politici basati su un’identità hanno spesso incontrato difficoltà a formare coalizioni con gruppi basati su altre identità. Inoltre l’organizzazione interna di questi movimenti è stata a volte caratterizzata da una tendenza a sopprimere le differenze e imporre omogeneità di idee e comportamenti. Continua >

Maicol e Giorgio: il Grande Fratello si fa queer

Il carnevale delle identità, le tattiche queer, le berte e Judith Butler, il burinazzo bulletto meets l’aspirante trans.

la cantantautrice Roisin Murphy, icona queer

la cantantautrice Roisin Murphy, icona queer

di Cesare Del Frate

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Il corpo che vuoi: intervista a Judith Butler

Le performance queer, la militanza teatrale, come leggere Hegel e Foucault per decostruire le trappole identitarie, la critica alle fobie sessuali del femminismo anti-pornografia.

Judith Butler

Judith Butler

di Judith Butler

intervista di Liz Kotz

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