De Sade assolve Marrazzo
L’uomo è forse padrone delle proprie inclinazioni? Bisogna compatire coloro che ne hanno di singolari, ma non certo insultarli: la loro è una colpa della natura; non erano più responsabili di venire al mondo con dei gusti particolari, di quanto lo siano di nascere storpi o normali…
Marchese de Sade, La filosofia nel boudoir
È a tutti noto il caso-Marrazzo: il Presidente della Regione Lazio ha dato le dimissioni dal suo incarico politico dopo che la notizia sui suoi rapporti con un trans è dilagata attraverso tutto il Paese e ha catturato l’attenzione dell’opinione pubblica.
Il gran coro dei media ha espresso il proprio disappunto e il proprio biasimo per il “deplorevole” comportamento del famoso giornalista. Io mi sono chiesta se lo scalpore sia stato causato dal fatto che Marrazzo abbia tradito la moglie, oppure perché l’abbia fatto con un transessuale. La risposta credo venga da sé, dato che anche altri personaggi più in vista di lui sono famosi per le proprie “scappatelle”, ma detengono ancora il loro potere.
Non sconvolge, quindi, il tradimento in sé, ma l’attrazione di Marrazzo per i transessuali. Nella mente delle persone si crea immediatamente l’identità trans=immorale, ma perché?
Semplicemente perché questo si discosta dal comportamento comune e perché l’etica religiosa ci ha insegnato a pensare che i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso non sono “naturali”. Non sono naturali? Ma cosa c’è di più intimo e puro all’uomo della propria sessualità?
Nel 1700 un altro illustre personaggio venne condannato per i suoi gusti in fatto di sessualità, ma nelle sue memorie seppe ben esprimere argomenti di difesa. L’uomo in questione è Donatien Alphonse Françoi de Sade, meglio noto come il Marchese de Sade. Egli scrisse pagine su pagine per dire ai suoi coevi che non c’era nulla di male nell’esternare le proprie voglie più recondite.
Secondo il Marchese, infatti, è inconcepibile bloccarsi dal soddisfare le proprie passioni, e in 120 giornate di Sodoma si trova sin dall’inizio esposto questo pensiero:
non ho quindi bisogno di reprimere i miei istinti per piacergli. È dalla natura che li ho ricevuti in dono e, opponendomi, l’avrei nemica
In La filosofia nel boudoir, un racconto di intensità filosofica continuamente crescente nonché di elevata raffinatezza letteraria, tutto ciò è ribadito continuamente:
Creando gli uomini, alla natura è piaciuto differenziarne i gusti come i corpi, e non dobbiamo stupirci della diversità delle nostre sembianze più di quanto possiamo stupirci della diversità delle nostre tendenze
Oltretutto, de Sade sostiene che non c’è nulla di più eccitante che porre dei limiti sociali alle nostre fantasie erotiche, Freud direbbe che trasgredire il tabù è ciò che più ci tenta. Quindi, nel caso-Marrazzo, si potrebbe dire che è la società stessa, con i suoi tabù, ad alimentare certe fantasie di trasgressione. Tornando a de Sade:
quanto vi è di più immondo, infame e proibito è anche ciò che più eccita la mente…è sempre quello che ci fa più deliziosamente godere
Il vizio non esiste di per sé, dice il divin marchese, ma siamo noi uomini a decretare cosa è buono e giusto in un comportamento. Eppure tale decisione è illegittima: non spetta a nessuno il diritto, o il potere, di decidere.
Si può essere più o meno d’accordo sulla naturalità dei gusti, ma bisogna ammettere che il ragionamento di de Sade è razionalmente impeccabile. Per evitare di raggiungere le sue stesse conclusioni bisognerebbe affidarsi a morali di origine divina, ma sappiamo quanto queste siano labili e piuttosto discutibili.
Ci sentiamo, dunque, di assolvere dall’accusa di immoralità il Presidente Marrazzo per aver preferito un trans ad una donna. Forse l’aspetto che invece i più mettono in sordina è il fatto che abbia tradito la propria famiglia, ma pare che ora in Italia questo sia ritenuto di poca importanza.
In ogni caso, probabilmente de Sade riuscirebbe a liberare il nostro uomo anche da queste accuse…
Debora Da Dalt










circa 3 mesi fa
Grande esordio, Debora!
Domanda: pensi che sia possibile conciliare istinti sadiani e fedeltà coniugale?
circa 3 mesi fa
mmmm. se la persona in questione ha solo passioni nei confronti della propria compagna/o ufficiale, allora sì.
De Sade parla di istinti e dell’assecondare questi……il resto non gli importa.
Su questo potrei non essere d’accordo. Viviamo in una società con delle convenzioni. in una società sadiana si vivebbre come in una società hobbesiana prima del “pactus”.
de sade,però, è anche lontano da tutto ciò perché parla già di una società fatta di ricchi e poveri: il ricco ha tutti i poteri che vuole sul povero e può godere del corpo del povero come lui preferisce.
se il povero ha una mente altrettanto sadiana, allora godrà di questa sua condizione……ma dubito esista qualcosa di simile in realtà.
De Sade non vuole il possesso mentale e sottomissione vera da parte dello “schiavo”. egli lo vuole possedere fisicamente, vuole poterne fare ciò che vuole, ma non gli importa se la mente dell’oppresso gli appartiene o meno.
se vuoi parlare di Sade, devi sentire Jacopo…….lui sa tutto
circa 3 mesi fa
Ne vorrei parlare a voce..ho bisogno di filooooooooo!!!
In ogni caso massimo rispetto sorella!!!
circa 3 mesi fa
Quello che mi domando è se davvero qualcuno, al di là di pochi eletti e disincantati spiriti, voglia avere De Sade dalla propria parte.
Se questo tuo articolo lo legge Feltri, per esempio, lo usa per dare ancora di più addosso a Marrazzo.
circa 3 mesi fa
leggi la filosofia nel boudoir.
quello che io dico è che razionalmente Sade dice cose corrette. che poi le applichi nell’esagerazione è un’altra cosa…..Sade, è vero, costruisce una realtà virtuale. le sue idee sulla virtù, salla natura…su tutto, sono corrette, ma andrebbero regolate da leggi (come dice Hobbes).
se el stesse cose che dice lui,le avesse dette Kant in un altro contesto, allora lo si adorerebbe. fidati
circa 3 mesi fa
Molto interessante. – Poi, però, siete andati a parlare del fedifragio di Marrazzo. Lì è bene ricordare che la corn… ehm, la moglie è stata la prima ad assolverlo; o, almeno, così è stato dichiarato. – Io sarò di parte, ma andare con un trans (1 trans) mi pare “numericamente” meno pesante che fare il tenutario di un bordello (2? 3? 10 “escort”?). – Mi scuso se le mie riflessioni sono prive del benché minimo spessore filosofico; d’altronde, non sono un filosofo.