Maciej Osika, Transgender self-portrait, 2007

Maciej Osika, Transgender self-portrait, 2007

L’uomo è forse padrone delle proprie inclinazioni? Bisogna compatire coloro che ne hanno di singolari, ma non certo insultarli: la loro è una colpa della natura; non erano più responsabili di venire al mondo con dei gusti particolari, di quanto lo siano di nascere storpi o normali…

Marchese de Sade, La filosofia nel boudoir

È a tutti noto il caso-Marrazzo: il Presidente della Regione Lazio ha dato le dimissioni dal suo incarico politico dopo che la notizia sui suoi rapporti con un trans è dilagata attraverso tutto il Paese e ha catturato l’attenzione dell’opinione pubblica.

Il gran coro dei media ha espresso il proprio disappunto e il proprio biasimo per il “deplorevole” comportamento del famoso giornalista. Io mi sono chiesta se lo scalpore sia stato causato dal fatto che Marrazzo abbia tradito la moglie, oppure perché l’abbia fatto con un transessuale. La risposta credo venga da sé, dato che anche altri personaggi più in vista di lui sono famosi per le proprie “scappatelle”, ma detengono ancora il loro potere.

Non sconvolge, quindi, il tradimento in sé, ma l’attrazione di Marrazzo per i transessuali. Nella mente delle persone si crea immediatamente l’identità trans=immorale, ma perché?

Semplicemente perché questo si discosta dal comportamento comune e perché l’etica religiosa ci ha insegnato a pensare che i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso non sono “naturali”. Non sono naturali? Ma cosa c’è di più intimo e puro all’uomo della propria sessualità?

Nel 1700 un altro illustre personaggio venne condannato per i suoi gusti in fatto di sessualità, ma nelle sue memorie seppe ben esprimere argomenti di difesa. L’uomo in questione è Donatien Alphonse Françoi de Sade, meglio noto come il Marchese de Sade. Egli scrisse pagine su pagine per dire ai suoi coevi che non c’era nulla di male nell’esternare le proprie voglie più recondite.

Maciej Osika, Transgender self-portrait, 2007

Maciej Osika, Transgender self-portrait, 2007

Secondo il Marchese, infatti, è inconcepibile bloccarsi dal soddisfare le proprie passioni, e in 120 giornate di Sodoma si trova sin dall’inizio esposto questo pensiero:

non ho quindi bisogno di reprimere i miei istinti per piacergli. È dalla natura che li ho ricevuti in dono e, opponendomi, l’avrei nemica

In La filosofia nel boudoir, un racconto di intensità filosofica continuamente crescente nonché di elevata raffinatezza letteraria, tutto ciò è ribadito continuamente:

Creando gli uomini, alla natura è piaciuto differenziarne i gusti come i corpi, e non dobbiamo stupirci della diversità delle nostre sembianze più di quanto possiamo stupirci della diversità delle nostre tendenze

Oltretutto, de Sade sostiene che non c’è nulla di più eccitante che porre dei limiti sociali alle nostre fantasie erotiche, Freud direbbe che trasgredire il tabù è ciò che più ci tenta. Quindi, nel caso-Marrazzo, si potrebbe dire che è la società stessa, con i suoi tabù, ad alimentare certe fantasie di trasgressione. Tornando a de Sade:

quanto vi è di più immondo, infame e proibito è anche ciò che più eccita la mente…è sempre quello che ci fa più deliziosamente godere

Il vizio non esiste di per sé, dice il divin marchese, ma siamo noi uomini a decretare cosa è buono e giusto in un comportamento. Eppure tale  decisione è illegittima: non spetta a nessuno il diritto, o il potere, di decidere.

Si può essere più o meno d’accordo sulla naturalità dei gusti, ma bisogna ammettere che il ragionamento di de Sade è razionalmente impeccabile. Per evitare di raggiungere le sue stesse conclusioni bisognerebbe affidarsi a morali di origine divina, ma sappiamo quanto queste siano labili e piuttosto discutibili.

Ci sentiamo, dunque, di assolvere dall’accusa di immoralità il Presidente Marrazzo per aver preferito un trans ad una donna. Forse l’aspetto che invece i più mettono in sordina è il fatto che abbia tradito la propria famiglia, ma pare che ora in Italia questo sia ritenuto di poca importanza.

In ogni caso, probabilmente de Sade riuscirebbe a liberare il nostro uomo anche da queste accuse…

Debora Da Dalt

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