Elogio del pensare lento
Sembrerebbe che Googla sia l’ultimo datore di lavoro sulla Terra intenzionato a promuovere la lentezza fra i suoi impiegati. Dopotutto, è la compagnia che in appena pochi anni è passata dall’essere solo un divertimento per il suo fondatore a conquistare una supremazia globale. Sforna a spron battuto sempre nuovi prodotti. È la superpotenza di un Web ossessionato dalla velocità.
Tuttavia, Google comprende anche la necessità di uscire dalla ruota per criceti sul luogo di lavoro. La compagnia notoriamente incoraggia i propri dipendenti a dedicare il venti per cento dell’orario di lavoro a loro progetti personali. Ciò non significa giocare a World of Warcraft o aggiornare lo status di Facebook, né flirtare con quel nuovo collega così sexy. Significa far fluire la creatività interrompendo la solita trafila di scadenze, distrazioni, mansioni da svolgere. In altre parole, lasciando che i dipendenti rallentino.
Google premia la creatività
L’idea di Google è che i suoi lavoratori possano affrontare i problemi che gli interessano maggiormente seguendo il proprio, personale ritmo, liberi di rifletterci a fondo, di seguire le proprie intuizioni e la propria immaginazione, di fare errori, di finire in vicoli ciechi che alla fine potrebbero illuminare un sentiero migliore per il futuro.
E sembra funzioni. Molti dei prodotti più innovativi di Google, da Gmail fino ad AdSense, sono stati sviluppati come progetti coltivati nel 20% di tempo per sé.
La morale della storia è che, persino nell’iper-veloce mondo moderno, lentezza e creatività vanno mano nella mano. Iniziamo solo ora a comprendere come funziona il cervello, ma sembra già chiaro che ci sono diverse modi di riflettere. Il giornalista e sociologo Malcolm Gladwell ha mostrato come la mente possa, in certi casi, prendere decisioni estremamente accurate in meno di un secondo.
Pensiero: veloce o lento
Gli psicologi hanno identificato modalità di pensiero chiamate pensare veloce e pensare lento.
Il primo è razionale, analitico, lineare, logico. Porta a soluzioni chiare per problemi ben definiti. È così che i computer “pensano”. È ciò che fanno gli esseri umani quando sono messi sotto pressione, quando l’orologio scandisce i minuti, e il capo si aggira nei paraggi con in mano la tabella delle scadenze.
Al contrario, il pensare lento è intuitivo, caotico e creativo. È ciò che facciamo quando siamo liberi da pressioni, e c’è tempo per lasciare che le idee emergano quasi da sole. Produce intuizioni ricche e sfaccettate, e talvolta sorprendenti colpi di genio.
La ricerca psicologica ha mostrato che le persone pensano in modo più creativo quando sono calme, senza fretta e libere da stress e distrazioni. Ognuno lo sa per esperienza. Le tue migliori idee, quei momenti da eureka! in cui vedi le cose in una prospettiva inaspettata, raramente ti vengono mentre ti destreggi nella selva di email, quando ti danni l’anima per rispettare una scadenza vicina, o quando tenti di far sentire la tua voce in una riunione stressante. Ti vengono mentre porti a spasso il cane, rilassandoti nella vasca o dondolandoti sull’amaca.
Fra Kundera ed Einstein
I più grandi pensatori della storia conoscevano bene l’importanza d’ingranare una marcia più lenta. Milan Kundera ha parlato della “saggezza della lentezza”. Albert Einstein, nel suo ufficio alla Princeton University, passava ore semplicemente guardando il soffitto. Charles Darwin si disse “un pensatore lento”.
Ovviamente, il pensare lento può risultare inconcludente senza il rigore del pensare veloce. Le idee che spuntano fuori dal subconscio le devi afferrare, analizzare ed incanalare – e spesso lo devi fare velocemente. Einstein apprezzava la necessità di sposare entrambe le modalità di ragionamento: “I computer sono incredibilmente veloci, precisi, e stupidi. Gli esseri umani sono incredibilmente lenti, imprecisi, e brillanti. Insieme sono potenti oltre l’immaginabile”.
Una rivoluzione culturale
Questo bilanciamento di velocità e lentezza rientra in un più ampio mutamento culturale. In ogni dove, la gente sta scoprendo che rallentare al momento giusto ci aiuta a meglio lavorare, giocare e vivere.
Tuttavia, questa rivoluzione lenta può essere difficile da propagare durante una crisi economica. Quando la recessione si fa sentire, il nostro riflesso automatico ci spinge a lavorare più duramente, più a lungo, più velocemente. Eppure c’è così tanto da guadagnare dal resistere all’impulso di schiacciare sull’acceleratore.
Ritornare al solito tran tran non è la risposta giusta alla crisi. Il futuro appartiene a chi saprà innovare – e l’innovazione deriva dal sapere quando rallentare.
Alleggerisci l’agenda!
Non c’è bisogno di lavorare per Google, o qualunque delle altre società che incoraggiano i dipendenti a sviluppare i loro progetti personali durante l’orario di lavoro, per usare la lentezza col fine di sbloccare la tua creatività. Chiunque può farlo.
Comincia col liberare la tua agenda da qualche impegno, per fare spazio al riposo, all’immaginazione e al sognare ad occhi aperti. Fatti una passeggiata. Trova tempo per meditare, fai yoga o, semplicemente, guarda le nuvole che corrono. Gioca con giocattoli, o con videogames, per allenare i muscoli della creatività.
Il segreto è rilassarsi e lasciare che la mente prenda il volo. Ti stupirà scoprire dove sarà capace di portarti.
Carl Honoré
Pubblicato originariamente su The Huffington Post, 23 ottobre 2009
Traduzione di Cesare Del Frate
Approfondire
C. Honoré, …E vinse la tartaruga, Rizzoli, Torino, 2008.
C. Honoré, Genitori slow, Rizzoli, Torino, 2009.
M. Gladwell, In un batter di ciglia. Il potere segreto del pensiero intuitivo, Mondadori, Milano, 2006.








