Formigoni e Penati, gemelli diversi
Il governatore va alla campagna col Faraone, sfida la contessa Sommaruga, si ritrova coi compagni di merende, mentre il PD, non pervenuto, fantastica sul nucleare pulito, sfingi ed unicorni.
di Cesare Del Frate
Ci sono Faraoni il cui impero è la pubblica Sanità, unicorni e sfingi che corrono beati intorno alle centrali nucleari, la sfida all’ultimo sangue fra la contessa filantropa e il governatore, migliaia di morti da smog archiviati come incidenti di percorso sulla strada del progresso, tutto questo e molto altro ancora compone il quadro boschiano delle elezioni regionali 2010, ovvero il circo dei meravigliosi trasformismi e leaderismi italioti. Un caleidoscopio che vorrei osservare dal ventre della balena del capitalismo nostrano, cioè quella Lombardia intrisa dei miti del lavoro e del progresso, se non fosse che ormai le antiche glorie son passate, e ora rimane una regione affetta da un provincialismo asfittico e da una corruzione dilagante. E quindi guardiamola da qui, la campagna elettorale, uno spettacolo per stomaci forti che potrebbe illuminare la natura della trasformazione della politica in un affarismo fatto di privatizzazione dei beni comuni e creazione di reti clientelari alquanto torbide – son tutti amici di amici.
Bene, cominciamo da Formigoni, il candidato alla presidenza del PDL in odore di santità. Intanto, diciamo subito che è, o meglio sarebbe, ineleggibile, in quanto la legge 165/2004, art. 2, stabilisce che non si possano fare più di due mandati consecutivi: per lui sarebbe il quarto, un ventennio. Il PD nulla dice, e d’altronde come potrebbe, visto che in Emilia Romagna fa lo stesso, candidando Errani, al terzo mandato? La denuncia dell’irregolarità della candidatura l’hanno fatta l’IDV, i radicali e il MoVimento 5 Stelle (si scrive proprio così, con la V maiuscola del vaffanculo, perdipiù in rosso), vedremo come andrà a finire. Il destino di Formigoni è segnato già dal liceo, aveva come compagno di banco Roberto Castelli. Si laurea poi in filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove inizia a tessere la trama di legami con l’associazionismo cattolico, non quello votato al sociale, beninteso, bensì quello votato agli affari e al potere, vale a dire Comunione e Liberazione, di cui è da sempre membro di spicco. Ed eccolo, il nostro Roberto, a fondare nel 1975 il Movimento popolare, di cui è presidente fino al 1987: il movimento, fondato da CL, a CL deve obbedire per portare in politica direttamente e senza mediazioni il dogmatismo e la ricerca di vantaggi che caratterizzano la setta. Per non smentire i suoi buoni propositi, il Movimento si scioglierà nel 1993, ma solo per confluire nella Compagnia delle Opere. Sono gli anni in cui Formigoni si distingue per le sue battaglie non solo contro la depenalizzazione dell’aborto, ma persino contro il referendum sul divorzio.
I morti da inquinamento
E come presidente della Regione? È fantastico, nei 15 anni del suo regno la Lombardia diventa la regione più inquinata d’Europa, una slavina di cemento la travolge trasformandola in un parcheggio a cielo aperto dalle Alpi alla pianura, le attività produttive vengono sempre più delocalizzate mentre le logistiche spuntano come funghi: autostrade, interporti, svincoli. La Provincia di Pavia ha una vocazione agricola? E che ci importa, trasformiamola in un’enorme piattaforma logistica per servire il porto di Genova e smistare le bistecche argentine in Svizzera, tagliamola col serpentone della Broni-Pavia-Mortara, l’autostrada più costosa del mondo che devasterà il territorio, ignoriamo le proteste dei cittadini e dei comitati, tiriamo dritti verso un modello di sviluppo ottocentesco, avanti tutta! Intanto i pendolari viaggiano su treni simili a carri bestiame, la Regione continua a finanziare Trenitalia a fondo perduto e senza nessun controllo, il controllo è demandato a Trenitalia stessa, la quale (c’è da stupirsi?) si autocertifica immacolata ed efficientissima.
E poi, il Formigoni non si scorda degli amici; insieme ad Abelli, l’esponente del PDL che rivendica orgoglioso il soprannome di Faraone, dovuto al suo strapotere nelle cliniche, militarizzano i vertici della sanità e di tutte le istituzioni principali ficcandoci dentro i compagni di rosario, i ciellini duri e puri, in barba a democrazia, trasparenza e meritocrazia: se non hai giurato fedeltà assoluta ai dogmi santissimi i vertici te li scordi, il soffitto di cristallo della partitocrazia in versione Spirito Santo. Ciliegina sulla torta: nel 2007 la Lombardia delibera un contributo di 180.000 euro al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, per “promuovere l’immagine della Regione”, ovviamente.

La contessa Giuditta Sommaruga, arcinemica di Formigoni
E poi, la terribile sfida alla contessa Giuditta Sommaruga, il celebrity death match vipparolo fra il santo subito e la filantropa del tè delle cinque, la Giuditta cerimoniera di raffinatezze la quale, secondo le note biografiche ufficiali, “condusse una giovinezza spensierata”, e da grande lasciò in eredità all’Ospedale Maggiore il bellissimo Parco Gioia, 12.000 metri quadri di verde prontamente asfaltati da Formigoni per farci la nuova sede della Regione, un ecomostro contro cui stanno lottando cittadini e intellettuali come Dario Fo. Formigoni VS contessa Sommaruga = uno a zero.
Il primo dicembre 2009 Formigoni riceve un avviso di garanzia per lo sforamento dei limiti di polveri sottili nell’aria: in Lombardia ogni anno muoiono migliaia di persone per lo smog, e decine di migliaia si ammalano di sindromi legate all’inquinamento. Formigoni in conferenza stampa sventolerà l’avviso di garanzia come se fosse un trofeo, e a Mattino 5, col candore della malafede, nega che l’inquinamento atmosferico provochi patologie.
Infine, lo scandalo delle liste presentate con evidenti irregolarità, leggina ad hoc prontamente sfornata dal duo Berlusconi-Napolitano, ormai addestratissimi alla staffetta delle leggi incostituzionali, papi non fa tempo a scriverle che napo gliele ha già firmate, con tanto di svolazzo di penne presidenziali, deve averci una superpenna magica che scrive da sola, come quella di Harry Potter, la tiene sotto il cuscino per l’appuntamento di mezzanotte.
Perché hanno tardato tanto nella presentazione della lista? Perché litigavano fra loro sui posti da assegnare all’igienista dentale di Berlusconi, al figlio di Bossi e a vari tirapiedi, l’assistente del dentista la metto qua, “el trota” là. La politica che si apre alla società civile.
Penati: non pervenuto
La vocazione alla sconfitta del PD si incarna quest’anno in Penati, che ha già perso le ultime elezioni della Provincia di Milano guadagnandosi così la candidatura alla sconfitta delle regionali.
Di Penati si sa poco, sul suo profilo ufficiale online dichiara:
Ho vissuto a Sesto San Giovanni, città che ha radicato in me l’amore per la concretezza e per la laboriosità.
Infatti vive da decenni di politica. La sua laboriosità è riscontrabile… beh, non si sa, la sua autopresentazione nulla dice su cosa abbia realizzato di utile e concreto nella sua carriera politica. Note particolari: Waterloo Veltroni lo inserisce nel gruppo dirigente del PD, meglio noto come il giardino delle vergini suicide, nel quale contribuirà a tutte le scelte disastrose che hanno portato il partito a subire una debacle dietro l’altra, la base ormai confusa e sbigottita da una simile perversione masochistica.
A Formigoni è accomunato dall’avviso di garanzia per l’inquinamento. Infatti, in regione quando si tratta di scelte importanti, come lo smog, il traffico, la cementificazione, la costruzione di inceneritori cancerogeni, la privatizzazione dell’acqua, il mancato contrasto alle infiltrazioni mafiose, bene, ogni volta che c’è da fare una porcata, PD e PDL si danno di gomito, sghignazzano, ammiccano l’un l’altro e infine votano insieme. Il PD però lo fa con più eleganza, da antologia il suo schierarsi a favore del “nucleare pulito”, che notoriamente ha la stessa plausibilità ontologica delle sfingi e degli unicorni.
La privatizzazione della politica
L’infimo show delle regionali, e in particolare la campagna in Lombardia, esibisce l’iperbole dell’“io sono io, e voi non siete un cazzo” in cui si è imbarcata la casta, vale a dire il disprezzo delle regole e della legalità a favore di una politica che solo di affari privati si cura. I giocatori più piccoli, come l’IDV, le formazioni di sinistra, il MoVimento 5 Stelle, che, detto per inciso, hanno i programmi di governo migliori e più seri ( forse i fratelli maggiori si sentono così sicuri di sé da non volersi impegnare in progetti ambiziosi), non hanno ancora abbastanza peso per poter ostacolare veramente il meccanismo, anche se queste regionali potrebbero riservare delle sorprese.
Ricordiamoci gli scandali legati alla corruzione di pochi mesi fa, il re delle bonifiche Grossi indagato con una valanga di imputazioni: dal processo sta emergendo una trama in cui c’è dentro tutto, imprenditoria del malaffare, mafie, collusioni con la politica. In carcere è finita anche Rosanna Gariboldi, assessore alla Provincia di Pavia e moglie del famigerato Abelli, per un giro di denaro sporco riciclato su un conto a Montecarlo: ha infine patteggiato la pena, cioè ha ammesso la propria colpevolezza. Bene, il conto incriminato era cointestato ad Abelli, che incurante tira dritto, è uno dei frontman del PDL alle regionali, e sicuramente sarà assessore nella nuova giunta Formigoni.
In che modo si è difeso il Faraone dalle accuse legate ai reati compiuti dalla moglie? Ha risposto che Grossi e lui sono amici, vanno insieme alle battute di caccia in Argentina, e questo spiega tutto. Forse spiega anche più di quanto lui lasci intendere, getta luce ad esempio su come Grossi riuscisse sistematicamente a vincere tutti gli appalti. La politica è stata sequestrata dai partiti, e da spazio d’azione e discussione pubblico è stata privatizzata, è diventata il giochetto di travestire da governo quello che non è altro se non il perseguimento di interessi idiosincratici.
Amici di amici, compagni di merende: alla fin della fiera è questo il nocciolo della questione, il filo rosso che lega le vicende di PD e PDL, amici/nemici, e intreccia amministrazioni comunali e regionali, affari, corruzione, la politica ridotta a speculazione affaristica che crea sempre nuove occasioni di profitto per la propria clientela svendendo il territorio, i beni comuni e le risorse pubbliche: il gioco degli amichetti del quartierino.
If you enjoyed this post, make sure you subscribe to my RSS feed!Related posts:
- Scajola scandalo: dal G8 a Biagi alla casa di non aprite quella porta, le fantasmagoriche disavventure del politico più inconsapevole d’Italia ...
- Internet come movimento sociale: politica e attivismo online ...
- Per una vita piena: la teologia della liberazione ...
- Fioritura umana: l’uguaglianza dei diversamente abili Le teorie della democrazia non prendono in considerazione i disabili: come costruire un modello inclusivo che promuova la giustizia? ...
- Platone e il tiranno: del potere ingordo Corpo individuale e corpo politico si richiamano l’un l’altro, ad entrambi presiede la giustizia della misura e della regola. Il tiranno si pone, rispetto a tale ordine, come l’eccezione scatenata,...






Facebook
Twitter
FriendFeed
Ciò che appare a me più evidente, e devastante nella sua semplicità, è che Formigoni non crede per niente nella Verità.
Questa mancanza è la sua forza, perché in questo modo non è vincolato ad alcun valore superiore. La sua forza è perciò il Nichilismo!
La sfiducia nella Verità è però ormai alquanto diffusa, anche nei dirigenti PD. In questi si manifesta solitamente attraverso una qual titubanza. E’ questa l’incertezza di chi ha perduto la fede nella Verità, e non sa più cosa fare, ma appare sempre più tentato dal seguire l’esempio di chi questa fede l’ha già perduta da un pezzo.
Non so esprimermi riguardo l’opposizione verità e nichilismo. Sicuramente, se con nichilismo intendi il “non essere vincolato ad alcun valore”, tale anti-valore contraddistingue sia il PDL che il PD, entrambi rivolti più agli affari che al bene comune. C’è ancora spazio per l’etica nella politica? Le elezioni regionali sembrano non presagire nula di buono…