Il Vaticano si schiera per esorcizzare Bonino
Basta roghi e torture, il Vaticano si è modernizzato e ora gli esorcismi li fa con la conferenza stampa a reti unificate, col video del Cardinale che austero lancia l’anatema, modi pacati e contenuti esplosivi.
Il presidente della CEI, Angelo Bagnasco, scandisce:
La vita umana va difesa innanzitutto dal delitto incommensurabile.
Il “delitto incommensurabile” è, manco a dirlo, l’aborto. E prosegue:
Questa difesa è uno dei valori “non negoziabili” in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali.
Perché specifica “non negoziabili”? Forse perché appena prima si era scagliato contro la corruzione di politici e amministratori che rubano. Insomma, il messaggio è chiaro: ci sono battaglie non negoziabili, cioè esorcizzare Bonino, e altre negoziabili, coi corrotti e corruttori il Vaticano ci negozia eccome, contro la strega femminista anatemi e maledizioni, coi ladroni giusto un rimbrotto e poi si ricomincia a mercanteggiare, li si esorta a scucire i soldi per la scuola privata, a non toccare i privilegi della Chiesa, li si accoglie in pompa magna, come avvenne con Bush con grande scandalo dei fedeli, si inscenano incontri fortuiti a Fiumicino in cui il Papa saluta calorosamente Berlusconi:
Caro Presidente, che piacere rivederla!
Rapporti affettuosissimi col satrapo di turno, da Bush a Papi, è tutto un effluvio di reciproci complimenti e buffetti sulle guance, pacche sulle spalle e poi sorrisi e strette di mano davanti ai fotografi. Se il messaggio non fosse chiaro, è bene ribadirlo: ricordiamoci del Cardinal Bertone, segretario di Stato del Vaticano, a braccetto di Berlusconi ad inaugurare la mostra Il Potere e la Grazia, proprio il giorno della sentenza della Consulta che bocciava il Lodo Alfano, l’ottobre scorso. Il Vaticano che corre a soccorrere il Presidente, a lavargli l’immagine e riverginarlo, spettacolo degno di cotanta mostra, che celebrava con sfarzo e senza ritegno il connubio fra il trono e la croce: mirabile la sezione dedicata ai santi guerrieri, con S. Giorgio e S. Michele intenti a trucidare i pagani, i patroni della Reconquista a sgozzare i musulmani, Giovanna d’Arco e Alexsandr Nevskij ritratti nelle guerre fratricide fra cristiani.
I fedeli sono sempre più sgomenti di fronte alla spudorata politica delle gerarchie, un distacco fra la base e vertici che sembra diventare ogni giorno più incolmabile. In definitiva, quando si tratta di dare indicazioni di voto, celate, con un po’ di imbarazzo, dal non fare esplicitamente nomi, ma non ce n’è bisogno, tanto è svergognata ed eloquente l’intromissione a gamba tesa nella campagna elettorale; ecco, quando c’è da dare simili ispiratissime indicazioni, ci sono alcuni valori cristiani che si possono benissimo sacrificare e calpestare, quali l’opposizione alla guerra, il contrasto alla corruzione e la difesa dei poveri, la condanna dell’odio razziale, nell’urna questi valori, per il Vaticano, non contano niente, sicuramente meno della complicità coi potenti; ci sono poi altri “valori”, quali il considerare assassine le donne che abortiscono, che sono irrinunciabili, coi quali schierare le truppe e richiamare alla crociata politica. Al diavolo la separazione fra il Vaticano e i partiti, il Vaticano ormai gioca a viso scoperto come uno dei partiti, si fa arbitro e al contempo parte in causa, lancia proclami e tira di sciabola.
Nei nostri tempi, Cristo vive nei poveri, negli emarginati, nei migranti di Rosarno, in quelli sepolti sotto il mare e in quelli respinti nelle prigioni libiche, e lì torturati, vive negli omosessuali condannati a morte che il Vaticano ritiene indegni di aiuto, nei lavoratori precari che salgono sui tetti per rivendicare i loro diritti e la loro dignità, nei malati terminali che invocano la libertà di andarsene senza più soffrire, nei morti ammazzati da quella mafia che ha evidenti parentele e legami con certi partiti. Oggi come oggi, il Vaticano sceglierebbe Cristo o Barabba?
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chissà se davvero “i fedeli sono sempre più sgomenti di fronte alle politiche delle gerarchie”. Come dice bauman, il fondamentalismo non è che una soluzione efficace alla vertigine dell’obbligo di dover scegliere in un ambiente mutevole e complesso.
applicare “l’etica cristiana” alla politica amministrativa è complesso. molto più facile scegliere un unico criterio di scelta. idiota, a mio parere; ma a saperlo vendere bene, può risultare addirittura nobile..
D’accordissimo: spesso lasciare che gli altri pensino per noi è molto comodo, soprattutto in una società “fluida”, per citare sempre Bauman. In effetti, quando ho scritto dei fedeli sgomenti, forse ho peccato un po’ di ottimismo: comunque ci sono realmente molti cristiani spaesati, e anche molto critici, soprattutto nelle comunità di base come Noi siamo Chiesa.