I piaceri della vasca: un tuffo nell’inconscio
La doccia è per chi non ha tempo per sé. Il bagno, invece, ti eleva verso una languida autocelebrazione. Aspetti paziente che la vasca sia colma, i vapori confondono i contorni, ti immergi. Sprofondare nell’acqua è un pò come abbandonarsi all’inconscio: Freud amava descriverlo con la metafora del mare. Chi sa lasciarsi andare fino in fondo, sperimenta il sottile piacere di non distinguere più il confine della pelle da quello dell’acqua calda.
Senza candele e aromi: non esageriamo con gli orpelli! Bastano le bolle, da far scoppiettare capricciosamente. Il tutto a luci soffuse: se fortunati, sogneremo qualcosa di inaspettato. Uscendo ed asciugandosi, soffermiamoci sull’immagine confusa nello specchio appannato: il ritratto di un Io che ha la sapienza di allentare l’autocontrollo.





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