Dopo Rosarno: l’etica dell’ospitalità

David Garibaldi, Breakbeat Fever, 2007
Ospite è una parola polivalente, che nomina sia chi accoglie sia chi è accolto. Come a dire che siamo tutti ospiti: d’altronde la terra e i luoghi non sono un possesso, li abbiamo ereditati e dobbiamo prendercene cura come ospiti, appunto, per poi consegnarli alle generazioni future. Eppure c’è chi rivendica questo e quello, come se i cittadini fossero “padroni” dispotici, invece che abitanti di un luogo e di una società di cui essere responsabili. In tal modo la casa, reale e metaforica, da luogo di accoglienza diviene prigione identitaria, rischio già indicato dalla parentela etimologica di domus e dominus, dimora che si fa centro di esercizio del dominio sulle cose e le persone.
La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo all’art. 1 recita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Rileggendo queste parole, non possiamo non chiederci quale dignità venga riconosciuta ai migranti che lavorano in condizioni semi schiavili, a 2 euro l’ora 12 ore al giorno (vedi l’intervento di Barbara Spinelli). Che ne è dell’ospite che siamo, e della responsabilità a cui siamo chiamati, verso noi stessi e verso gli altri? Read the rest of this entry »




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