Dopo Rosarno: l’etica dell’ospitalità

David Garibaldi, Breakbeat Fever, 2007

David Garibaldi, Breakbeat Fever, 2007

Ospite è una parola polivalente, che nomina sia chi accoglie sia chi è accolto. Come a dire che siamo tutti ospiti: d’altronde la terra e i luoghi non sono un possesso, li abbiamo ereditati e dobbiamo prendercene cura come ospiti, appunto, per poi consegnarli alle generazioni future. Eppure c’è chi rivendica questo e quello, come se i cittadini fossero “padroni” dispotici, invece che abitanti di un luogo e di una società di cui essere responsabili. In tal modo la casa, reale e metaforica, da luogo di accoglienza diviene prigione identitaria, rischio già indicato dalla parentela etimologica di domus e dominus, dimora che si fa centro di esercizio del dominio sulle cose e le persone.

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo all’art. 1 recita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Rileggendo queste parole, non possiamo non chiederci quale dignità venga riconosciuta ai migranti che lavorano in condizioni semi schiavili, a 2 euro l’ora 12 ore al giorno (vedi l’intervento di Barbara Spinelli). Che ne è dell’ospite che siamo, e della responsabilità a cui siamo chiamati, verso noi stessi e verso gli altri? Read the rest of this entry »

La fine del Principe Azzurro

Cenerentola che scappa a gambe levate inseguita da femministe postmoderne, queer assatanati, il culto totemico della Madre, la filosofia dell’identità fra fantasmagoria e continua ricerca.

di Cesare Del Frate

Sono morti il Principe Azzurro, l’Anima Gemella, l’Uomo Selvatico e persino la Madre non se la cava tanto bene. Noi li abbiamo assassinati, anche se spesso ne abbiamo nostalgia. Riusciremo mai a liberarci degli stereotipi sessuali?

L’impressione che lascia la lettura delle filosofie femministe è, al primo impatto, annichilente. Passando in rassegna tutti i risvolti oppressivi del patriarcato viene da chiedersi cosa mai possa rimanere dell’identità maschile dopo una critica così serrata.

Anche le donne, però, non ne escono bene: spesso ritratte come complici del patriarcato oppure come figure ammutolite, impossibilitate alla rivendicazione. Messe in scacco dallo stereotipo dell’emotività (leggi pure irrazionalità). Passando dalla violenza maschile, fisica e simbolica, alla cancellazione della presenza femminile dalla storia, ad ogni pagina scopriamo un nuovo meccanismo di potere fatto apposta per perpetuare il sessismo. Read the rest of this entry »