Un pò di femminismo non guasta mai
Il gene del ferro da stiro, gli strip tease manieristici, l’8 marzo trasformato nella festa del chirurgo plastico e dell’erotismo a buon mercato.
di Martina Pasotti
Come ogni anno, inesorabilmente, ecco apparire l’otto marzo tra le pagine dei calendari: le porte del trash si spalancano e un’orda di donne assatanate, anche solo per gioco, riempie i locali di ogni genere, organizzati per l’occasione, cioè trasudanti erotismo alla mimosa. Questa ritualità ormai diventata consuetudine rievoca l’immagine, poco poetica, di una gabbia da circo che si apre: l’otto marzo è la liberazione della donna, si ode nel sottobosco cittadino, una liberazione dai lacci dei mille doveri socialmente sanciti. Per le strade è un tripudio di tacchi dodici e profumi assortiti: la follia dell’otto marzo non conosce anagrafe, rango o posizione sociale; dalla ragazzina alla manager, passando per la casalinga di provincia, le puoi vedere tutte lì, attrici di un divertimento forzato trasfigurate dalla solennità della festa.
L’otto marzo è la data della resa momentanea: il gentil sesso dimentica invidie e rancori e si riscopre unito in un senso di sorellanza che ha nella contrapposizione agli uomini la propria essenza; la guerra dei sessi apre le danze a suon di slogan inflazionati e svuotati di significato in nome di un “femminismo,” o pseudo tale, che si manifesta unicamente in questa data. Read the rest of this entry »




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