Morti di spettacolo: Guy Debord
di Cesare Del Frate
La nostra società è satura di immagini: è quanto sostengono gli studiosi di comunicazione riguardo la proliferazione di cartelloni pubblicitari, televisori da bar e video nei negozi, musica ambientale e accessori portatili come l’iPhone e l’iPod. La metafora è eloquente: come un bicchier d’acqua così strapieno di zucchero da non poterne sciogliere in sé altro, saturo appunto, così il nostro quotidiano è infarcito di immagini e suoni che non ci lasciano mai soli.
Un altro modo per descrivere quella “società dello spettacolo” che Guy Debord, già nel 1967, denunciava come apoteosi del capitalismo contemporaneo, cioè la mercificazione scintillante dell’esistenza sublimata in spot: Read the rest of this entry »






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