La logica dell’abduzione: C. S. Peirce

di Silvia Molè

quando il bambino era bambino / era l’epoca di queste domande / perché io sono io e perché non sei tu / perché sono qui e perché non sono li / quando comincia il tempo e dove finisce lo spazio… / c’è veramente il mare e gente veramente cattiva… / Quando il bambino era bambino, | su niente aveva un’opinione.

Ciascuno di noi è solito chiedersi quale sia lo scopo della propria vita: le risposte possono essere molteplici e solo apparentemente in contraddizione tra loro, dico apparentemente in quanto per ciascuno di noi, come per il bimbo nella poesia di P. Handke, si tratta di individuare dei significati nella realtà che ci circonda, per cui ben si potrebbe dire che lo scopo della nostra vita consiste nell’attribuzione di significati a tutto ciò che siamo in grado di percepire. L’attribuzione di un significato presuppone un metodo di ragionamento. C. S. Peirce ne individuo diversi: c’è il “metodo della tenacia”, che equivale al rifiutare tutto ciò che ci è estraneo; l’esperienza però ne dà continuamente smentita e le credenze così fissate non possono mantenersi a lungo. Il “metodo dell’autorità”, da cui nascono le grandi istituzioni storiche, laiche e religiose, in cui è compresa la stessa metafisica, con la sua pretesa di spiegare a priori la realtà. Il suo limite è il dogmatismo, sicché le credenze che ne derivano non possono mantenersi indefinitamente. L’unico metodo in accordo con la realtà è il “metodo della scienza”, per cui le credenze sono sottoposte alla verifica democratica tra diversi soggetti. Sul piano più strettamente logico abbiamo a disposizione tre strumenti: deduzione, induzione, abduzione.

Riprendendo una metafora baconiana, possiamo paragonare la prima alla tela del ragno, che ricava da sé medesimo la propria ragnatela; la seconda alle formiche che meramente accumulano e consumano; la terza all’ape, che ricava la materia prima (polline) dai fiori e poi con l’intelletto la trasforma in miele. C.S. Peirce esemplificò la differenza tra questi 3 tipi di ragionamento attraverso i noti “sillogismi del fagiolo”. In questa sede desidero concentrare l’attenzione sulla differenza tra deduzione e abduzione sulla base del seguente esempio:

Deduzione: Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è un uomo. Quindi, Socrate è mortale.

Se le premesse sono vere, la conclusione segue necessariamente.  Read the rest of this entry »

De profundis: la religione senza fede di Oscar Wilde

La felicità che nasce dalla sofferenza e l’artista che imita Cristo: “Tutto, per essere vero, deve diventare religione”.

Oscar Wilde, foto di Napoleon Sarony, 1882.

Oscar Wilde, foto di Napoleon Sarony, 1882.

di Simon Critchley

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Wittgenstein: la certezza è meglio della verità

Il muratore che tira un mattone in testa al filosofo realista, i giochi linguistici come prassi mondana, il professorone di Harvard con le paranoie sull’essere un alieno vermiciattolo su Marte, l’Armageddon relativista, “in principio era l’azione”.

Ludwig Wittgenstein, vignetta

Ludwig Wittgenstein, vignetta

di Cesare Del Frate

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