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	<title>Commenti a: Wittgenstein: la certezza è meglio della verità</title>
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	<link>http://www.filopop.com/wittgenstein-la-certezza-e-meglio-della-verita.html</link>
	<description>il blog di Diogene magazine</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 14:00:33 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: filopop</title>
		<link>http://www.filopop.com/wittgenstein-la-certezza-e-meglio-della-verita.html/comment-page-1#comment-67</link>
		<dc:creator>filopop</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 14:38:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.filopop.com/?p=658#comment-67</guid>
		<description>@Silvia: secondo me metodo abduttivo e dubbio non si escludono a vicenda. Probabilmente, almeno all&#039;inizio del processo abduttivo, c&#039;è un dubbio: vedo un fenomeno, ma non mi è chiaro, sospetto che le cose non siano così come sembrano. Anche il test, quello di laboratorio o quello a cui vengono sottoposte le prove in un processo, è un momento di sospensione della credenza, e quindi di dubbio. Per il resto, trovo estremamente interessante e analitica la tua descrizione del processo scientifico, tutte idee che condivido appieno.
@Anna: giustamente ricordi l&#039;idea che la certezza è lo &quot;sfondo&quot;, forse la miglior metafora per descrivere il rapporto fra verità e certezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Silvia: secondo me metodo abduttivo e dubbio non si escludono a vicenda. Probabilmente, almeno all&#8217;inizio del processo abduttivo, c&#8217;è un dubbio: vedo un fenomeno, ma non mi è chiaro, sospetto che le cose non siano così come sembrano. Anche il test, quello di laboratorio o quello a cui vengono sottoposte le prove in un processo, è un momento di sospensione della credenza, e quindi di dubbio. Per il resto, trovo estremamente interessante e analitica la tua descrizione del processo scientifico, tutte idee che condivido appieno.<br />
@Anna: giustamente ricordi l&#8217;idea che la certezza è lo &#8220;sfondo&#8221;, forse la miglior metafora per descrivere il rapporto fra verità e certezza.</p>
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		<title>Di: Anna Boncompagni</title>
		<link>http://www.filopop.com/wittgenstein-la-certezza-e-meglio-della-verita.html/comment-page-1#comment-66</link>
		<dc:creator>Anna Boncompagni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:43:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.filopop.com/?p=658#comment-66</guid>
		<description>Molto interessante il confronto fra i concetti di certezza e verità in questa prospettiva. Grazie!
A parziale difesa della verità, però (anche se da wittgensteiniana...) devo dire che il modo in cui descrivi il linguaggio come specchio della realtà mi sembra un po&#039; fuorviante: non è vero (!) secondo me che quotidianamente non usiamo il linguaggio così, anzi, lo facciamo eccome. &quot;Il sole è luminoso&quot; è vero non tanto perchè ci sono le esplosioni atomiche al suo interno (questa è una spiegazione causale), quanto perchè... il sole è luminoso. E&#039; lo schema tarskiano il punto, non tanto la spiegazione causale, e lo schema tarskiano è pane quotidiano. 
Dopodichè, sono d&#039;accordissimo con lo spostamento di accento dalla verità come corrispondenza alla certezza, che è ciò che normalmente ci guida. La certezza fonda - o meglio, fa da SFONDO - (al)la verità, non la sostituisce. La verità, così, è ciò che, all&#039;interno della nostra forma di vita e quindi all&#039;interno di tutte le certezze date per scontate, ci permette di vivere e di agire nel modo migliore. Non c&#039;è un fondamento ma c&#039;è uno sfondo e lo sfondo decide cos&#039;è vero e cos&#039;è falso. Conclusione: la certezza non si fonda sulla verità; la verità ha come sfondo la certezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante il confronto fra i concetti di certezza e verità in questa prospettiva. Grazie!<br />
A parziale difesa della verità, però (anche se da wittgensteiniana&#8230;) devo dire che il modo in cui descrivi il linguaggio come specchio della realtà mi sembra un po&#8217; fuorviante: non è vero (!) secondo me che quotidianamente non usiamo il linguaggio così, anzi, lo facciamo eccome. &#8220;Il sole è luminoso&#8221; è vero non tanto perchè ci sono le esplosioni atomiche al suo interno (questa è una spiegazione causale), quanto perchè&#8230; il sole è luminoso. E&#8217; lo schema tarskiano il punto, non tanto la spiegazione causale, e lo schema tarskiano è pane quotidiano.<br />
Dopodichè, sono d&#8217;accordissimo con lo spostamento di accento dalla verità come corrispondenza alla certezza, che è ciò che normalmente ci guida. La certezza fonda &#8211; o meglio, fa da SFONDO &#8211; (al)la verità, non la sostituisce. La verità, così, è ciò che, all&#8217;interno della nostra forma di vita e quindi all&#8217;interno di tutte le certezze date per scontate, ci permette di vivere e di agire nel modo migliore. Non c&#8217;è un fondamento ma c&#8217;è uno sfondo e lo sfondo decide cos&#8217;è vero e cos&#8217;è falso. Conclusione: la certezza non si fonda sulla verità; la verità ha come sfondo la certezza.</p>
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		<title>Di: silvia molé</title>
		<link>http://www.filopop.com/wittgenstein-la-certezza-e-meglio-della-verita.html/comment-page-1#comment-65</link>
		<dc:creator>silvia molé</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:18:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.filopop.com/?p=658#comment-65</guid>
		<description>fantastico articolo! Condivido pienamente gli argomenti esposti, anche se desidero presentare la tematica “Verita” anche da un altro punto di vista e vale a dire  veritá intesa abduttivamente come IBE = Inference to the Best Explanation.
In questo senso l unico passaggio del tuo articolo che non posso condividere è il seguente:
“Gli scettici radicali sono, paradossalmente, i giudici e gli scienziati: devono mettere tutto in questione per poter raggiungere l’oggettività, per quanto questa sia sempre provvisoria, in attesa di un nuovo interrogativo che ci spingerà oltre”
Non concordo in quanto sia giudici che scienziati che ricercatori si avvalgono, consapevolmente o meno, del metodo abduttivo cosi come descritto da C.S. Peirce, applicabile sia in campo scientifico che cognitivo in generale. Essi non mettono tutto in questione ma semplicemente aggiornano la verita a disposizione qui ed ora al comparire di nuovi dati.
L&#039;abduzione, come l&#039;induzione, e al contrario della deduzione, non contiene in sé la sua validità logica e deve essere confermata per via empirica. La conferma non potrà mai essere assoluta, bensì solo in termini di probabilità: potremo dire di avere svolto un&#039;abduzione corretta se la regola che abbiamo scelto per spiegare il nostro risultato riceve tali e tante conferme che la probabilità che sia quella giusta equivalga ad una ragionevole certezza e se non vi sono altre regole che spiegano altrettanto bene i fatti osservati.
La verita quindi si puo intendere abduttivamente come un organismo vivente, scaturente di volta in volta da un’ipotesi (che potrebbe anche essere l immaginazione di Einstein) riferentesi a dati empirici, sottoposti per quanto possibile a verifica, una verita quindi sempre aggiornabile, revidibile al sopraggiungere di nuovi dati e nuove conoscenze. Verita come Inference to the Best Explanation.
il “ricercatore” si muove sempre nello stesso modo :
puo trattarsi del fisico teorico che formula un’ipotesi sulla struttura della materia,
del medico che formula un’ipotesi sulla malattia del paziente, del
detective che formula un’ipotesi sul responsabile del delitto, dello storico che viene confrontato con diverse fonti sullo stesso tema: Si formula, appunto,
un’ipotesi, e se ne deducono delle conseguenze da sottopone a verifica.
Soprattutto Non è vero che il ricercatore non abbia un pregiudizio. Anzi paradossalmente
lo deve avere.
Perché è proprio l’immaginazione ad innescare il ciclo del modello abduttivo,
motore della conoscenza. Ed è l’accettazione “democratica”
della verifica che consente di accettare (provvisoriamente) o di rifiutare
l’ipotesi. Generando una conoscenza o verita mai certa, ma sempre creativa, aperta a nuove ipotesi,
a nuove deduzioni, a nuove verifiche sperimentali
Ancora grazie per il fantastico spunto di riflessione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fantastico articolo! Condivido pienamente gli argomenti esposti, anche se desidero presentare la tematica “Verita” anche da un altro punto di vista e vale a dire  veritá intesa abduttivamente come IBE = Inference to the Best Explanation.<br />
In questo senso l unico passaggio del tuo articolo che non posso condividere è il seguente:<br />
“Gli scettici radicali sono, paradossalmente, i giudici e gli scienziati: devono mettere tutto in questione per poter raggiungere l’oggettività, per quanto questa sia sempre provvisoria, in attesa di un nuovo interrogativo che ci spingerà oltre”<br />
Non concordo in quanto sia giudici che scienziati che ricercatori si avvalgono, consapevolmente o meno, del metodo abduttivo cosi come descritto da C.S. Peirce, applicabile sia in campo scientifico che cognitivo in generale. Essi non mettono tutto in questione ma semplicemente aggiornano la verita a disposizione qui ed ora al comparire di nuovi dati.<br />
L&#8217;abduzione, come l&#8217;induzione, e al contrario della deduzione, non contiene in sé la sua validità logica e deve essere confermata per via empirica. La conferma non potrà mai essere assoluta, bensì solo in termini di probabilità: potremo dire di avere svolto un&#8217;abduzione corretta se la regola che abbiamo scelto per spiegare il nostro risultato riceve tali e tante conferme che la probabilità che sia quella giusta equivalga ad una ragionevole certezza e se non vi sono altre regole che spiegano altrettanto bene i fatti osservati.<br />
La verita quindi si puo intendere abduttivamente come un organismo vivente, scaturente di volta in volta da un’ipotesi (che potrebbe anche essere l immaginazione di Einstein) riferentesi a dati empirici, sottoposti per quanto possibile a verifica, una verita quindi sempre aggiornabile, revidibile al sopraggiungere di nuovi dati e nuove conoscenze. Verita come Inference to the Best Explanation.<br />
il “ricercatore” si muove sempre nello stesso modo :<br />
puo trattarsi del fisico teorico che formula un’ipotesi sulla struttura della materia,<br />
del medico che formula un’ipotesi sulla malattia del paziente, del<br />
detective che formula un’ipotesi sul responsabile del delitto, dello storico che viene confrontato con diverse fonti sullo stesso tema: Si formula, appunto,<br />
un’ipotesi, e se ne deducono delle conseguenze da sottopone a verifica.<br />
Soprattutto Non è vero che il ricercatore non abbia un pregiudizio. Anzi paradossalmente<br />
lo deve avere.<br />
Perché è proprio l’immaginazione ad innescare il ciclo del modello abduttivo,<br />
motore della conoscenza. Ed è l’accettazione “democratica”<br />
della verifica che consente di accettare (provvisoriamente) o di rifiutare<br />
l’ipotesi. Generando una conoscenza o verita mai certa, ma sempre creativa, aperta a nuove ipotesi,<br />
a nuove deduzioni, a nuove verifiche sperimentali<br />
Ancora grazie per il fantastico spunto di riflessione.</p>
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